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03-07-2006
UE: AMBIENTE, NUOVA RAFFICA INFRAZIONI CONTRO ITALIA
LEGGE RIFIUTI, DISCARICHE MANFREDONIA, IMPATTO STRADALE MILANO
(ANSA) - BRUXELLES, 3 LUG - L'Italia e' finita nel mirino di
Bruxelles ''per ripetute violazioni alla normativa ambientale''
che vanno dall'inadeguatezza della gestione dei rischi per i
rifiuti, a carenze in caso di valutazioni di impatto ambientale.
La Commissione europea ha infatti deciso di portare l'Italia
sul banco degli imputati alla Corte di giustizia europea sia per
la legge sulla discarica dei rifiuti che ''non ritiene conforme
alla direttiva europea, sia per la stessa definizione di
'rifiuto' dato dall'Italia che considera troppo restrittiva''.
Non solo. Bruxelles ha inviato un secondo avvertimento
ufficiale all'Italia per la situazione delle discariche in
prossimita' di Manfredonia, ma anche per non aver preso in
considerazione l'eventuale necessita' di una valutazione di
impatto ambientale in due tratti stradali a scorrimento veloce a
nord di Milano. In quest'ultimo caso, si tratta - spiegano
esperti della Commissione Ue - del progetto 'Gronda Nord' per le
sezioni tra la vie Enrico Fermi e Graziano Imperatore e tra via
Eritrea e via Bovisasca. In questi due ultimi casi i tempi per
conformarsi sono molto limitati.
Il commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas, si augura
infatti che ''l'Italia intervenga rapidamente per risolvere i
problemi riscontati''.
- LEGGE SULLE DISCARICHE - La direttiva europea, che risale
al 1999, definisce le discariche esistenti come quelle in
attivita' il 16 luglio 2001 o prima di questa data, la
legislazione italiana sposta questo termine al 27 marzo 2003 con
la conseguenza che le discariche italiane autorizzate tra queste
due date non sono state obbligate a rispettare le norme piu'
rigorose, come avrebbe dovuto essere. Al contrario, dice
Bruxelles, queste avranno tempo fino al luglio 2009 per
rispettare le disposizioni previste. Per la Commissione Ue
quindi il fatto di assimilare le discariche nuove a quelle
esistenti costituisce una violazione della direttiva Ue. Per
l'Italia e' la Commissione stessa che non ha adottato a tempo
debito una decisione sui criteri di ammissione da applicare ad
ogni categoria di rifiuti per la discarica.
- DISCARICHE DI MANFREDONIA - Bruxelles ha inviato all'Italia
un parere motivato (ultima tappa della procedura di infrazione)
per non aver rispettato la sentenza della Corte di giustizia
europea del novembre 2004 sulle diverse discariche di rifiuti
situate sull'ex sito dell'Enichem e su due discariche di rifiuti
solidi urbani. Tutti i siti si trovano in prossimita' di
Manfredonia, in Puglia. La Corte Ue ha gia' ritenuto che lo
stato delle discariche costituisse una violazione della
direttiva europea e le autorita' italiane ne hanno riconosciuto
il rischio, ma secondo Bruxelles le operazioni di bonifica non
sono ancora iniziate. Se la risposta dell'Italia non dovesse
essere soddisfacente, la Commissione potrebbe deferire
nuovamente il caso alla Corte Ue e chiederle di imporre una
sanzione pecuniaria.
- DEFINIZIONE DI RIFIUTO - L'Italia e' invece sul banco
degli imputati dinanzi alla Corte di giustizia europea a causa
della definizione restrittiva di ''rifiuto'' introdotta da una
legge del dicembre 2004 la quale stabilisce che alcuni tipi di
rifiuti non sono piu' considerati tali in Italia, pur rientrando
nella definizione di ''rifiuto'' per la direttiva Ue: ad esempio
rottami metallici, rifiuti dell'industria siderurgica e
metallurgica e combustibili ottenuti a partire dai rifiuti. Lo
scorso aprile l'Italia ha riconfermato con decreto la legge.
- VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE - Anche in questo caso la
Commissione e' in procinto di inviare all'Italia un parere
motivato per non avere preso in considerazione l'eventuale
necessita' di procedere ad una valutazione d'impatto ambientale
per la costruzione di due nuovi tratti stradali a nord di
Milano. In risposta alle prime diffide (risalgono al 2004 e
2005) le autorita' italiane si sono dichiarate pronte a
intervenire ma per Bruxelles nulla risulta essere stato fatto.
(ANSA).
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