Bruxelles invia all'Italia ''un ultimo avvertimento riguardante i livelli di inquinamento da particelle sottili (le Pm10) i cui valori limite sono stati superati in numerose zone e agglomerati del paese''.
Lo ha annunciato la Commissione europea a Bruxelles precisando che ''se l'Italia non prende le misure necessarie per conformarsi alla normativa, la Commissione potrà ricorrere alla Corte di giustizia europea''. L'azione della Commissione fa seguito all'entrata in vigore, nel giugno 2008, della nuova direttiva Ue sulla qualità dell'aria. La direttiva autorizza gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del paese, una proroga di durata limitata per l'adeguamento alle norme in materia di PM10 entrate in vigore nel 2005. All'inizio del 2009 le prime lettere di avvertimento sono state inviate agli Stati membri che non avevano ancora
notificato richieste di proroga o non l'avevano fatto per tutte le zone che superavano i valori limite fissati per il PM10.
La maggior parte degli Stati membri interessati ha pertanto inviato richieste di proroga. L'Italia ha presentato due notifiche riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome.
La Commissione ha tuttavia respinto gran parte delle richieste in quanto le zone non soddisfacevano tutte le condizioni previste dalla direttiva. Nella maggioranza dei casi l'Italia non era in grado di dimostrare che l'azione intrapresa avrebbe garantito il rispetto dei valori limite UE entro il
termine della proroga.
Poiché l'Italia non ha trasmesso nuove notifiche, la Commissione ha deciso di inviare l'ultimo avvertimento scritto.