Sulla caccia da oggi l'Italia è più vicina all'Europa. Con un no alla deregulation del calendario venatorio, è stata approvata oggi al Senato - con 130 voti a favore (di Pdl e Lega) e 108 astenuti (i gruppi di opposizione: Pd, Idv e Udc - Svp - Autonomie) - la legge Comunitaria 2009 che recepisce numerose norme Ue, tra cui il nuovo calendario per la caccia, nonché l'introduzione del sistema sanzionatorio per chi commercia pellame delle foche non catturate da popolazioni locali. Multe salate inoltre (dai 3 mila ai 18 mila euro) per allevatori e stabilimenti di produzione alimentare che non rispettino l'obbligo Ue di identificare le carcasse di suini.
Le doppiette italiane - quasi 710 mila i cacciatori attivi in 14 regioni - avranno a disposizione dieci giorni in più per l'attività venatoria nel mese di febbraio. Questa la deroga sui calendari venatori che potrà esser consentita alle Regioni che ne fanno richiesta, previo il parere ''preventivo e vincolante'' dell'Ispra. Tuttavia, per ciascuna specie, il numero di giornate a rischio resta invariato. E, a conti fatti, le specie cacciabili in quel periodo sarebbero ridotte a tre o quattro (gallinella d'acqua, folaga e forse allodola).
Positivo il commento del ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, ''soddisfatto'' anche in ottica di adeguamento degli obblighi comunitari, e del ministro alll'Ambiente Stefania Prestigiacomo. ''Non ci sarà un solo giorno di caccia in più rispetto al calendario vigente'' ha sottolineato Prestigiacomo, perché per ciascuna specie il numero di giornate di caccia ''resta invariato'' e ciò significa che la stagione ''non è allungata'' e che non c'è stata ''alcuna apertura alla deregulation, alla mattanza''. Inoltre il testo approvato, ha sottolineato Prestigiacomo, ''ci consente di superare un contenzioso trentennale con l'Unione europea''.