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La Ue mette in soffitta la strategia di lisbona

Si chiama Eu2020 il nuovo piano decennale della Commissione Barroso da approvare entro giugno
di Lorenza Badiello e Rita Malavasi

Bandiere UE

"Il 2010 sarà un anno fondamentale per la futura politica di coesione nel contesto della strategia Eu2020 e per la riforma del bilancio comunitario". Queste le dichiarazioni del nuovo commissario J. Hahn in occasione del Consiglio informale dei Ministri per le Politiche regionali tenutosi nei giorni scorsi a Saragozza. Sarà il vertice dei Capi di Stato e di Governo del prossimo giugno, infatti, ad approvare la nuova strategia europea Eu2020 che sostituirà la strategia per la crescita e l'occupazione - meglio conosciuta come Strategia di Lisbona.

Eu2020 intende sviluppare un'economia sociale di mercato sostenibile e renderla competitiva, innovativa e inclusiva. Nonostante alcuni risultati significativi raggiunti dalla Strategia di Lisbona, la crisi economica e finanziaria rende oggi la situazione difficile anche se offre, comunque, un'opportunità: quella di orientare i governi e l'Unione Europea al cambiamento verso un programma ambizioso di riforme strutturali di cui l'Unione ha grande necessità. Se da un lato, regioni e città hanno "fatto da cassa di risonanza" a questa crisi dal punto di vista economico e sociale, dall'altro, le stesse sono state protagoniste nell' ideazione di modelli di risposta alla crisi e di strategie di ripresa, dimostrando la ricchezza di competenze e le esperienze innovative nei propri territori.
Il programma di riforme della Strategia Eu2020 si concentra su tre temi principali: una crescita basata sulla conoscenza e sull'innovazione; una società inclusiva con alti tassi di occupazione e una crescita più verde. Temi che dovrebbero implicare il coinvolgimento e la partecipazione delle Regioni viste le responsabilità, le competenze e l'effetto catalizzatore che queste ricoprono nel creare un ambiente favorevole all'innovazione, all'inclusione e all'integrazione.

Ciò è perseguibile solo attraverso il rafforzamento di una governance multilivello, che metta al centro del dibattito il ruolo delle regioni e dei diversi livelli di governo nella definizione e nell'attuazione della nuova strategia.

La Regione Emilia-Romagna è impegnata in tal senso. Sia attraverso la Rete Lisbon Regions Networks, che attraverso la sua partecipazione alle consultazioni europee del Comitato delle Regioni.
È di questi giorni l'impegno della Regione ad Amsterdam, in occasione dell'Assemblea generale della rete Lisbon Regions e della Conferenza organizzata quest'anno proprio sulla strategia Eu2020, appuntamenti ai quali hanno preso parte rappresentanti delle 15 regioni partner, delle Istituzioni Ue e di centri di ricerca europei .

L'obiettivo è rafforzare il posizionamento delle regioni della rete in seno alla nuova Strategia 2020, al fine di poterne beneficiare. Come la rete ha promosso in passato il riconoscimento della dimensione regionale della Strategia di Lisbona, così essa in futuro sarà impegnata affinché la voce delle regioni sia ascoltata dai governi e dalle istituzioni europee. A tal fine la rete, sotto il nuovo nome di "EuRegions2020", ha adottato un ambizioso programma di lavoro annuale sotto la Presidenza della Regione olandese di Ranstadt. Tra le iniziative più importanti, la partecipazione a progetti comunitari, la raccolta e analisi comparata delle migliori pratiche regionali in materia di occupazione, conoscenza e innovazione, l'allargamento a nuovi membri, la partecipazione al dibattito comunitario anche in vista del nuovo bilancio Ue e una nuova campagna di comunicazione.

La rete e le sue regioni dovrebbero essere facilitate dal nuovo contesto istituzionale offerto dal Trattato di Lisbona che, attraverso il rafforzamento del principio di sussidiarietà e il riconoscimento della "coesione territoriale" come nuovo obiettivo dell'Ue, rafforza il protagonismo delle regioni d'Europa, protagoniste cardine dell'integrazione europea.