La neo Commissione si troverà di fronte a sfide inedite rispetto al passato: dall'elaborazione del piano strategico decennale, alla difesa dell'euro. Per questi impegni sono stati cambiati solo 13 commissari su 27
di Marco Falangi
Sarà un quinquennio difficile per la nuova Commissione Barroso, la famosa Barroso II, squadra per il governo europeo eletta dall'Europarlamento. Oltre a portare a compimento le politiche ereditate dal precedente esecutivo, dovrà affrontare il tema della crisi economica che non è, come si può immaginare, un fatto congiunturale e come tale passeggero. Né un fenomeno mondiale da contrastare attraverso i soli strumenti internazionali. Si tratta invece di un fatto inedito, che tocca direttamente l'esistenza dell'Unione europea.
Il primo segnale di questa nuova tempesta è arrivato all'inizio dell'anno dai venti dei mercati. L'euro è stato duramente attaccato nelle settimane scorse dalla speculazione, sull'onda delle difficoltà economiche di Paesi come Grecia e Spagna. L'acronimo, volgare, usato per indicarli è pigs (in inglese maiali) e starebbe per Portogallo, Irlanda , Grecia e Spagna (anche se qualche malevolo ha inserito pure l'Italia, ma bisognerebbe mettere prima la Gran Bretagna che però non ha adottato l'euro come moneta). In pratica la loro esposizione debitoria è considerata troppo pericolosa. Si scommette così sull'ipotesi che molti Stati della Ue non metteranno mai mano al portafogli per aiutarli. Se così fosse, alcune di queste nazioni sarebbero costrette a staccarsi dall'Europa per svalutare. Per la Ue sarebbe un disastro politico ed economico.
Il Financial Times ha fatto parlare un economista, Thomas Stolper. "Dietro a questa crisi - ha detto- c'è un problema antico e mai risolto: come rafforzare la disciplina fiscale in un'Unione di stati sovrani?". Ecco allora spiegato il primo punto delle difficoltà della Barroso II. Come andare avanti col processo di unificazione? Come avanzare nell'applicazione del Trattato di Lisbona. Come rendere (o mantenere) la Ue coesa e forte di fronte a crisi di questo genere fatte e pensate per creare confusione e pentimenti? Barroso, nel presentare all'Europarlamento la sua nuova squadra (qui a fianco) ha ammesso che il periodo che avrà di fronte sarà difficile ma l'euro "Uno dei principali successi della storia della Ue" saprà gestire la situazione. Detto questo ha riconosciuto la necessità di rafforzare il coordinamento economico dell'eurozona chiedendo il sostegno delle forze politiche nell'Europarlamento perché "Io sono pronto ad essere più audace, come mi si chiede, ma da sola la Commissione non ce la fa".
Intanto entro marzo dovrà presentare il nuovo Piano decennale della Ue che scade proprio quest'anno, chiamato Europa 2020 incentrato su industrie a bassa produzione di anidride carbonica, investimenti in ricerca e sviluppo, modernizzazione e formazione. Soprattutto cercherà di rafforzare il mercato comune e riportare sotto controllo i deficit nazionali attraverso un maggiore coordinamento delle politiche economiche (a proposito, sono venti i paesi Ue che hanno superato il tetto del 3% del Pil per il deficit di bilancio).
Ecco allora spiegato il mandato principale di questa nuova squadra. Ventisei commissari + uno (Barroso) di cui 14 provenienti dalla vecchia Commissione.
Come vuole il Trattato di Lisbona (in essere, lo ricordiamo, dal primo dicembre dell'anno scorso) c'è un commissario per ogni paese della Ue e tre novità politiche importanti: un presidente Ue in carica per due anni, il belga Herman Van Rompuy, un Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza, anch'esso in carica due anni, l'inglese Catherine Margaret Ashton, e infine il fatto che sono cambiati alcuni portafogli; segno che si sono identificate priorità alte su alcune questioni considerate strategiche. Tra tutte quella del cambiamento climatico (ma non solo visto che sono stati cambiati incarichi sulle questioni umanitarie ed interne).
L'Europarlamento, dopo le audizioni di rito (che poi tanto di rito non sono, dato che una commissaria designata dalla Bulgaria, Rumiana Jeleva, è stata sostituita in tutta fretta dalla vice presidente della Banca Mondiale e concittadina Kristalina Georgieva) ha approvato i nuovi 27 che condurranno la Ue fino al 2014 con 488 voti a favore, 137 contrari e 72 astenuti.