Il bilancio del fronte regionale dei CTE: attivate risorse comunitarie per oltre 17,5 milioni
di Michele Migliori
Siamo a metà della fase di attuazione della politica di coesione della Ue 2007/2013 e in questo quadro i programmi-obiettivo, avviati sul territorio europeo dal titolo "Cooperazione Territoriale Europea (Cte), che promuovono e finanziano azioni di cooperazione tra diversi livelli di governo (regionale e locale), sono a buon punto. Anzi stanno proprio dispiegando tutte le loro opportunità e potenzialità. Sono programmi, non va dimenticato, che si applicano soprattutto sulle frontiere, terrestri e marittime, dei paesi entrati da poco nella Comunità a 27. Stati che presentano problematiche comuni di sviluppo e che vanno aiutati in un rapporto di reciproca integrazione.
Un recente seminario, organizzato dalla nostra Regione è stata l'occasione per fare il punto sull'attuazione in Emilia-Romagna di questi Cte e illustrare così le priorità e gli orientamenti operativi per la nostra partecipazione nel restante periodo 2010/2013.
In Regione sono attivi complessivamente otto programmi di cooperazione, tre di dimensione transnazionale (Europa centrale, Mediterraneo, Europa sud orientale), due di carattere transfrontaliero (Italia/Slovenia e Ipa Adriatico), uno interregionale (Interreg IV C) e due di sostegno a reti europee per lo sviluppo territoriale (Espon) e le politiche di sviluppo urbano (Urbact II).
A febbraio 2010 questi programmi hanno emanato almeno un bando e quasi tutti hanno completato le fasi di selezione dei progetti da ammettere al finanziamento (molti progetti selezionati nei primi bandi son già in corso di attuazione). Risultano quindi approvati complessivamente 62 progetti che coinvolgono strutture dell'amministrazione regionale ed enti del territorio regionale sia in qualità di capofila (12) che di partner di progetto (50) per un ammontare complessivo di risorse comunitarie assegnate pari a circa 17,5 milioni di euro. I progetti fanno riferimento ai programmi transnazionali (36), interregionale (20) e di rete (5) e sviluppano azioni in diversi settori. Le azioni di cooperazione si concentrano in particolare sull'innovazione e lo sviluppo imprenditoriale, su tematiche ambientali, sulla mobilità sostenibile, sulla programmazione territoriale e l'e-government, sull'efficienza energetica, su tematiche legate alla cultura ed al turismo, sulla gestione sostenibile dei centri storici e lo sviluppo urbano.
Entro giugno si completeranno anche le procedure per la selezione dei progetti presentati nell'ambito dei bandi emanati dalle autorità competenti dei due programmi transfrontalieri che coinvolgono le provincie costiere regionali e che porteranno alla probabile approvazione di progetti a partecipazione regionale.
La maggior parte delle risorse assegnate (62%) fa riferimento a progetti con partecipazione di soggetti del territorio regionale mentre la restante parte è in progetti che vedono la partecipazione dell'Amministrazione regionale ed enti collegati.
I risultati di questo primo periodo di attuazione confermano l'interesse dell'intero sistema territoriale regionale, verso questi programmi. Anche sul piano europeo l'interesse verso questi strumenti è elevato, espresso dal numero sempre più crescente di proposte che vengono presentate ad ogni bando.
Per tale motivo e per facilitare le procedure di selezione, vengono costantemente richiamati dalle autorità alcuni elementi chiave che se non rispettati sono motivo di esclusione dei progetti dal finanziamento; in particolare viene costantemente richiamata la coerenza, sia in termini progettuali che verso il programma, la chiarezza metodologica, la concretezza dei risultati e la loro rilevanza.
In un proprio documento (reperibile sul sito http\\www.fondieuropei2007-2013.it parte Normativa e documenti ufficiali/ Regionali/Priorità e orientamenti operativi), approvato dalla Giunta regionale lo scorso dicembre, la Regione ha definito gli orientamenti operativi per la partecipazione a questi programmi. Il documento si inserisce in un quadro che ha come riferimento il Documento Unitario di Programmazione (Dup) che traduce in termini operativi la politica regionale unitaria sostenuta congiuntamente dai fondi europei strutturali e dai fondi nazionali per le aree sottosviluppate.
Per la cooperazione territoriale europea la Regione si pone in particolare gli obiettivi di dare continuità al sistema di governance regionale per la partecipazione ai programmi di cooperazione, nel promuovere la partecipazione ai programmi del sistema delle autonomie locali e degli altri soggetti rilevanti del territorio regionale, di stabilizzare il sistema di relazioni sviluppato nel periodo 2000-2006 in particolare nei paesi dell'area balcanica dove si sperimenteranno anche azioni di integrazione dei diversi strumenti finanziari (anche non comunitari) che operano in tale area.
Un'attenzione è posta poi sulla raccolta e la diffusione dell'informazione relativa anche ai progetti attivati sul territorio regionale con l'utilizzo di due specifici strumenti: il sito regionale
www.fondieuropei2007-2013.it e un data base specifico che raccoglie informazioni relative a tutti i progetti afferenti ai diversi programmi Cte.
L'interesse regionale naturalmente non si ferma solo sugli attuali programmi di cooperazione ma è già proiettato verso la nuova politica di coesione per il periodo 2014-2020 ed i suoi prossimi strumenti di intervento. Se il dibattito già avviato in sede comunitaria conferma il mantenimento della cooperazione territoriale come obiettivo di riconosciuto interesse europeo, per parte regionale diventa quindi fondamentale creare tutte le condizioni per accedere alle opportunità dei futuri programmi di cooperazione.