
In seguito all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, le schede di sintesi sulle politiche europee sono in corso di aggiornamento. |
La Politica Agricola Comune
La Politica Agricola Comune (PAC) appartiene alla sfera di competenza esclusiva della Comunità e si prefigge, ai sensi dell'art. 33 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori europei e una remunerazione equa agli agricoltori grazie, in particolare, all'organizzazione comune dei mercati agricoli e al rispetto dei principi dell'unicità dei prezzi, della solidarietà finanziaria e della preferenza comunitaria.
Inizialmente la PAC ha permesso alla Comunità di raggiungere rapidamente l'autosufficienza, ma con l'andare del tempo il suo funzionamento è diventato sempre più costoso a causa della sovrapproduzione e del livello eccessivo dei prezzi europei rispetto a quelli del mercato mondiale. Dopo 3 riforme nel 1992, 1999 e 2003, nel 2004 è stato avviato un secondo pacchetto di misure: la riforma degli aiuti ai prodotti mediterranei (tabacco, luppolo, cotone e olio d'oliva), seguita da una proposta di riforma dell'Organizzazione Comune di Mercato (OCM) dello zucchero.
Adesso la Commissione sta lavorando sulla "valutazione dello stato di salute" della PAC, (Health Check), che si prefigge come obiettivo di fare il punto sull'esperienza della riforma del 2003 e di apportare adeguamenti intesi a semplificare e razionalizzare la politica agricola comune, affinché questa possa cogliere le attuali opportunità di mercato e affrontare nuove sfide.
Sviluppo rurale
Lo sviluppo rurale è strettamente connesso alla Politica Agricola Comune (PAC) e alle misure di sostegno all'occupazione. Le misure e gli strumenti giuridici dello sviluppo rurale, tradizionalmente frammentati, hanno sempre sofferto di una mancanza di coordinamento.
Per riportare coerenza in questa materia, l'Agenda 2000 ha avviato la riforma della PAC. Abbandonando l'obiettivo della produttività per concentrarsi appieno sulla qualità e la sicurezza alimentare, la riforma ha consentito di rafforzare le misure di sviluppo rurale e di riunirle in un quadro regolamentare unico. Lo sviluppo rurale, unitamente al sostegno ai mercati agricoli, diventa così il secondo pilastro della PAC.
Il nuovo periodo di programmazione rappresenta un'opportunità unica per rafforzare la crescita, l'occupazione e la sostenibilità grazie al sostegno erogato dal nuovo Fondo per lo sviluppo rurale.
Gli Stati membri hanno elaborato le rispettive strategie nazionali di sviluppo rurale in base a sei orientamenti strategici comunitari finalizzati a:
Il servizio di Bruxelles
Il Servizio di Bruxelles favorisce il dialogo fra la struttura regionale, il territorio e le Istituzioni comunitarie coinvolte nella decisione e gestione della politica regionale facilitando e mantenendo i contatti fra Bologna e le Istituzioni a Bruxelles. Costituisce un punto di appoggio costante per l'attività della Regione e degli Enti Locali per la rappresentanza degli interessi regionali nel settore e per l'individuazione di opportunità di collaborazione con altre realtà europee. Supporta le delegazioni per missioni di rappresentanza ed esplorative a Bruxelles.
Si occupa inoltre di monitorare costantemente l'evoluzione della politica agricola fornendo note settoriali a seguito di incontri con funzionari delle Istituzioni e assicura incontri con organizzazioni di settore con sede a Bruxelles.