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Agricoltura

La Politica Agricola Comune

In seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, l’1 dicembre 2009, la Politica Agricola Comune (PAC) appartiene alla sfera delle competenze concorrenti dell’Unione Europea. La PAC si prefigge, ai sensi dell’art.39 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) di:

  • incrementarela produttività dell'agricoltura, sviluppando un progresso tecnico, assicurando lo sviluppo razionale della produzione agricola come pure un impiego migliore dei fattori di produzione, in particolare della manodopera;
  • assicurareun tenore di vita equo alla popolazione agricola, grazie in particolare all'organizzazione comune dei mercati agricoli ed al rispetto dei principi di unicità dei prezzi, della solidarietà finanziaria e della preferenza comunitaria.
  • stabilizzarei mercati;
  • garantirela sicurezza degli approvvigionamenti;
  • assicurareprezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori.

Inizialmente la PAC ha permesso alla Comunità di raggiungere rapidamente l'autosufficienza, ma con l'andare del tempo il suo funzionamento è diventato sempre più costoso a causa della sovrapproduzione e del livello eccessivo dei prezzi europei rispetto a quelli del mercato mondiale. Pertanto sono state messe in atto delle riforme della PAC ne 1992, 1999, 2003 e nel 2004. Inoltre, nel 2008 la Commissione ha elaborato un pacchetto di proposte sulla PAC, noto come Health Check della PAC , il cui obiettivo è stato quello di fare il punto sull'esperienza della riforma del 2003 e di apportare adeguamenti intesi a semplificare e razionalizzare la politica agricola comune, affinché questa possa cogliere le opportunità di mercato e affrontare nuove sfide.

Attualmente è in corso la riforma della PAC per il periodo 2014-2020. Questa nuova riforma della PAC mira a rafforzare la competitività, la sostenibilità ed il consolidamento dell’agricoltura su tutto il territorio europeo. A queste si aggiungono ulteriori priorità quali  la qualità e la sicurezza degli alimenti, la salvaguardia e la tutela del paesaggio rurale e la tutela dell’ambiente. Le priorità si concretizzano in sette progetti di regolamento sui quali si svilupperà un negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio dell’UE che dovrà concludersi entro la prima metà del 2013. Le trattative sulla PAC andranno di pari passo con i negoziati sulle prospettive finanziarie dell’Unione europea per il periodo 2014/2020 nel cui ambito saranno assunte le decisioni relative alla dotazione di bilancio assegnata alla PAC.

Sviluppo rurale

Lo sviluppo rurale è strettamente connesso alla Politica Agricola Comune (PAC) e alle misure di sostegno all'occupazione.

L’attuale politica di sviluppo rurale 2007-2013 si incentra, in particolare, su tre settori di attività:

  • miglioramento della competitività dell’attività agricola e silvicola;
  • ambiente e paesaggio rurale;
  • miglioramento della qualità della vita e diversificazione dell’economia rurale.

Un quarto asse denominato “Leader” basato sull’esperienza delle iniziative comunitarie leader apre nuove possibilità di approcci locali allo sviluppo rurale che si muovono dal basso verso l’alto.

Nell’ambito della riforma della PAC per il periodo 2014-2020, è in corso la definizione di una nuova politica di sviluppo rurale che mira a rafforzare la competitività, la sostenibilità e il consolidamento dell’agricoltura su tutto il territorio dell’UE così da garantire ai cittadini europei un’alimentazione sana e di qualità, tutelare l’ambiente e favorire lo sviluppo delle zone rurali.

Il servizio di Bruxelles

Il Servizio di Bruxelles favorisce il dialogo fra la struttura regionale, il territorio e le Istituzioni comunitarie coinvolte nella decisione e gestione della politica regionale facilitando e mantenendo i contatti fra Bologna e le Istituzioni a Bruxelles. Costituisce un punto di appoggio costante per l'attività della Regione e degli Enti locali per la rappresentanza degli interessi regionali nel settore e per l'individuazione di opportunità di collaborazione con altre realtà europee. Supporta le delegazioni per missioni di rappresentanza ed esplorative a Bruxelles. Si occupa inoltre di monitorare costantemente l'evoluzione della politica agricola fornendo note settoriali a seguito di incontri con funzionari delle Istituzioni e assicura incontri con organizzazioni di settore con sede a Bruxelles

Il Servizio di Bruxelles ha contribuito alla creazione della rete europea AREPO (Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d’Origine) di cui la Regione Emilia-Romagna detiene la presidenza dall’ottobre 2010. Il Servizio ospita, nella propria sede, l’Ufficio di rappresentanza di AREPO. Il compito della Regione Emilia-Romagna è di offrire gli orientamenti politici necessari a guidare l’Associazione soprattutto in questo importante momento di riforma del cosiddetto “Pacchetto Qualità” (insieme di regolamenti che riguardano i sistemi di qualità) e della Politica Agricola Comune (PAC).

L’AREPO è stata creata nel 2004 da 16 regioni fondatrici appartenenti a 6 Stati europei. Si tratta di una rete di governi regionali e di associazioni di produttori che ha come oggetto la tutela e la promozione dei prodotti d’origine (DOP, IGP e STG), il rafforzamento delle politiche europee sulle indicazioni geografiche ed i segni di qualità (incluso il biologico), la corretta informazione dei consumatori su questi temi e la tutela dei produttori. Attualmente la rete rappresenta 31 regioni europee e più di 400 consorzi di produttori ed è in costante espansione.

 
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