Rinegoziazione Mutuo: Dopo Quanto Tempo e Quante Volte Si Può Farlo

I mutui sono tipologie di prestito con condizioni particolari che permettono durate molto lunghe per la restituzione del montante. Durante questo lasso di tempo possono accadere molte cose al reddito familiare e la restituzione del prestito può divenire particolarmente gravosa.

Queste situazioni sono tipiche della nostra epoca, in cui il lavoro è diventato più incerto come la regolarità delle entrate in famiglia. Per questo motivo è divenuta una prassi frequente la rinegoziazione del mutuo.

Rinegoziazione mutuo: cos’è

Rinegoziare il mutuo significa contrattare una nuova rata e una nuova durata con la banca e, in alcuni casi, anche modificare il tasso di interesse concordato inizialmente. Si tratta di una pratica che viene attuata facilmente dalle banche a causa delle vicissitudini che stanno incontrando negli ultimi anni. Se l’incertezza nel mercato del lavoro e le riforme dei contratti dei dipendenti hanno ripercussioni dirette sui cittadini, indirettamente rendono più incerto il giudizio sulla solvibilità della clientela. Questo ha prodotto un aumento delle insolvenze e dei contenziosi che occupano tempo ai dipendenti degli istituti di credito senza avere dei risultati certi. Da una parte questo ha condotto le banche ad una maggiore attenzione nella scelta dei clienti cui concedere il mutuo mentre dall’altra ha favorito il dialogo tra banca e cliente per modellare l’esborso mensile della famiglia sulla base di quello che guadagna.

Altro motivo di rinegoziazione attiene al tasso di interesse e, in linea di massima, è possibile quando si sono modificate le condizioni di mercato. È, inoltre, possibile richiedere il passaggio da un contratto a tasso fisso ad uno a tasso variabile e viceversa. Non ci sono norme di legge che stabiliscono il valore che deve avere un tasso di interesse, pertanto si tratta di una contrattazione tra le parti.

Tempi e frequenza della richiesta di rinegoziazione mutuo

Non ci sono norme specifiche che regolano ogni quanto sia possibile richiedere la rinegoziazione del proprio mutuo. In ogni momento, quindi, è possibile fare richiesta, anche se, per facilitare la risposta positiva si presume che siano intervenuti nuovi fatti che portano alla stessa istanza.

In particolare, se si chiede una diminuzione della rata, questa richiesta sarà dettata da una diminuzione del reddito prodotto dagli obbligati del mutuo o dal sopraggiungere di maggiori spese nel nucleo familiare, come in caso di perdita di lavoro di un componente dello stesso o dalla nascita di un figlio.

In caso la rinegoziazione attenga al tasso di interesse, occorrerà che si siano modificate le condizioni generali di mercato o si preveda un aumento o una diminuzione dello stesso. La richiesta sul solo tasso di interesse è certamente più difficile da accogliere, mentre quella che riguarda l’ammontare della rata è di più semplice accettazione, soprattutto laddove avallata da importanti modifiche reddituali o di spesa. Non è, infatti, interesse dell’istituto di credito andare incontro ad insolvenze, in seguito alle quali potrebbe essere avanzata la medesima richiesta. Favorisce, così, il dialogo con i suoi clienti responsabili che anticipano le vicissitudini in cui possono incorrere.

Come si chiede la rinegoziazione del mutuo

La richiesta di rinegoziazione del mutuo si può avanzare in diversi modi che dipendono anche dalla struttura della banca stessa. Per quanto riguarda le banche tradizionali, sarà sufficiente recarsi nella filiale presso la quali il conto corrente è appoggiato e chiedere un appuntamento con il direttore o con lo specialista mutui per esporre il problema e trovare una soluzione.
Di fronte all’inerzia di questo e per i clienti delle banche che non dispongono di filiali sul territorio, si può far riferimento ad un canale maggiormente ufficiale che si concretizza in una lettera raccomandata indirizzata alla sede della banca.

Se si dispone di un indirizzo mail di posta certificata si può utilizzare anche questo in alternativa alla raccomandata, poiché i due sistemi sono equiparati. Di fronte ad una richiesta ufficiale nella quale il cliente espone le ragioni che l’hanno portato alla richiesta e quello che vuole ottenere in termini di rata e tasso di interesse, l’istituto dovrà rispondere con lo stesso mezzo.

Se la propria banca non acconsente alle modifiche si possono cercare condizioni migliori presso altri istituti chiedendo una surroga.

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